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 Perché sbiancare i denti?

Avere un sorriso con i denti bianchi e luminosi ci aiuta senz'altro a migliorare e a rendere più gradevole l'aspetto generale di una persona, sia di fronte a sé stessa migliorandone l'autostima, che di fronte agli altri.
Il sorriso e i denti di una persona sono tra le prime cose che si guardano quando si comunica con gli altri, è come un biglietto da visita che contribuisce sulla prima impressione che gli altri si fanno di noi.

Un bel sorriso da già un'idea di pulizia, di ordine, di simpatia e contribuisce a valorizzare l'intero individuo. Al contrario denti gialli, sporchi, con tartaro danno l'idea di sporco, di una persona che non si cura….
 
 Tante persone infatti sono sempre più stanche di avere i denti macchiati e gialli, anzi tra la gente ha iniziato a diffondersi l'idea che anche il colore dei denti naturali, che ognuno di noi ha diverso dagli altri e che è determinato geneticamente, sia troppo scuro di come lo vorrebbero (secondo recenti studi il 50% della popolazione mondiale non è soddisfatto del colore dei propri denti e cerca in qualunque modo di averli più bianchi).
Molti studi confermano questa tendenza: la gente vuole denti sempre più bianchi e anche tante persone giovani con denti già naturalmente bianchi si sottopongono a trattamenti sbiancanti per migliorare ulteriormente il proprio sorriso.
Si stima che nel mondo siano stati effettuati finora circa 30 milioni di sbiancamenti professionali in tutta sicurezza.
 
 
 
 
 
 
Tipi di colorazioni dei denti
I denti possono presentare due tipi di macchie:
macchie estrinseche, cioè quelle esterne al dente, causate dal depositarsi di sostanze contenenti cromogeni e da placca e tartaro. Si possono rimuovere con metodi meccanici
macchie intrinseche, cioè quelle contenute all'interno dello smalto del dente. Si possono rimuovere solo con lo sbiancamento dentale usando perossidi.
Possono esserci anche macchie dovute ad anomalie nella mineralizzazione dello smalto, dovute a
- cause genetiche (es. amelogenesi imperfetta)
- assunzione di particolari farmaci (es. tetracicline) durante la formazione dei denti permanenti
- assunzione di un eccesso di fluoro, iperfluorosi
  
Per questo sono più difficili delle altre da trattare e spesso richiedono sbiancamenti dentali professionali prolungati per diverso tempo.
I denti macchiati da tetracicline, che presentano delle bande caratteristiche, rispondono in molti casi ottimamente al trattamento.
Per i difetti di mineralizzazione più gravi e difetti di forma del dente bisogna ricorrere a trattamenti di odontoiatria conservativa o odontoiatria protesica.
 
Solo il dentista sarà in grado di valutare la vostra situazione, per cui prima di intraprendere qualsiasi trattamento “fai da te” è necessario sentire la sua consulenza.
 
Come si macchiano i denti
 
Per capire come si macchiano i denti è fondamentale avere qualche nozione di anatomia dentale.
 
Cenni di anatomia
I denti sono formati da:
smalto: è lo strato più esterno del dente, non ha colore proprio, è molto duro, è formato dai prismi dello smalto che sono tenuti uno vicino all'altro da un cemento di smalto interprismatico. Questo cemento col passare degli anni può essere infiltrato da varie sostanze. Lo smalto col passare degli anni si assottiglia a causa dell'usura e fa trasparire maggiormente il colore della dentina, caratterizzati da una pigmentazione tendente al giallo. Con l'avanzare dell'età, il colore dei denti viene determinato sempre più dagli strati sottostanti che dallo smalto in sé.
dentina: è lo strato intermedio del dente, è più spesso dello smalto, il suo colore è giallo ( con varie sfumature dipendenti da persona a persona) ed è quello da cui dipende il colore del dente. Infatti il suo colore traspare attraverso lo smalto e, dove lo smalto è più sottile, ad esempio nel colletto (parte più vicina alla gengiva) dei denti, traspare di più. E' per questo che la parte del dente più gialla è quella del colletto. La dentina è formata da tanti tubuli, i tubuli dentinali, che sono responsabili della trasmissione degli stimoli (caldo, freddo, sensibilità….). E' per questo motivo che quando l'agente sbiancante attraversa lo smalto e si avvicina alla dentina si può avere sensibilità.
polpa: è al centro del dente, contiene i vasi sanguigni e i nervi
cemento radicolare: è la sostanza che riveste la radice del dente, quando un dente ha una recessione radicolare e il cemento radicolare è esposto è molto frequente un'ipersensibilità in quanto gli stimoli sono molto vicini alla polpa che contiene i nervi.
 
 
Come si macchiano i denti
Come abbiamo visto lo smalto e la dentina non sono completamente chiusi al mondo esterno come molti credono, ma presentano assorbimento e scambio di sostanze con la saliva.
E' attraverso questi processi che ad esempio penetra all'interno del dente il fluoro contenuto anche nei dentifrici per remineralizzare lo smalto e proteggere i denti della carie. Oltre alle sostanze utili però vengono assorbite e si depositano sotto la superficie dello smalto anche sostanze esterne colorate (cromogeni).
Questi cromogeni sono privi di funzione, non sono nocivi e non pregiudicano lo stato di salute dei denti, ma contengono dei doppi legami chimici che assorbono la luce e fanno apparire i denti più gialli e più scuri.
Col passare del tempo il dente assume una colorazione via via sempre più carica.
E' per questo che una persona adulta anche se ha sempre avuto un'igiene orale scrupolosa avrà i denti più gialli di quando era più giovane, in quanto i denti sono soggetti:
- al naturale processo di invecchiamento, che modifica la composizione dei tessuti
- alle sostanze coloranti assorbite, che si possono togliere solo con uno sbiancamento dentale professionale, perché lo spazzolamento o la pulizia professionale non riescono a eliminarle.
Le sostanze che possono fare macchiare i denti sono innumerevoli: praticamente tutti le sostanze colorate possono potenzialmente macchiare i denti.
Tra queste ve ne sono alcune che più di altre hanno questo effetto:
- catrame e nicotina (presenti nel fumo)
- tannino (presente nel tè)
- caffè, vino rosso
- tetracicline (categoria di antibiotici)
- fluoro (assunto in modo eccessivo attraverso l'esterno, pastiglie e acque fluorate)
Il fumo è la principale causa di colorazione del dente: catrame e nicotina in questo caso oltre a una pigmentazione interna del dente si hanno anche antiestetiche macchie esterne marroni – brune – nere che possono anche essere parzialmente rimosse con una seduta di igiene orale professionale.
 
 
Per avere denti più bianchi per lungo tempo sarebbe buona cosa smettere di fumare!
Oltre a un sorriso più bello donerete il sorriso a chi vi sta intorno….che potrà così respirare aria pulita…..e al vostro organismo, che avrà meno possibilità di essere colpito da una delle tantissime malattie provocate dal fumo.
 
 
 
Agenti sbiancanti
Per sbiancamento dentale s'intende ogni trattamento che fa diventare i denti più bianchi rispetto alla situazione pre-trattamento.
I denti infatti possono venire sbiancati in due modi, uno meccanico e uno con sostanze decoloranti
Il metodo meccanico è basato sull'azione fisica di alcuni prodotti (es. pomice, bicarbonato) che agiscono per abrasione rimuovendo direttamente le macchie sui denti.Queste sostanze possono essere contenute ad esempio nei dentifrici sbiancanti.
Anche il dentista può utilizzare questo metodo quando durante la seduta di igiene dentale usa uno strumento ultrasonico, che vibrando elimina il tartaro e alcune macchie.
Inoltre lo usa alla fine della seduta di igiene orale quando, attraverso la rotazione ad elevata velocità di una particolare gomma, lucida i denti con una pasta contenente appunto un materiale con una determinata granulometria.
 
Gli svantaggi di questo metodo sono:
- vengono rimosse solo le macchie estrinseche dei denti, quelle cioè sulla superficie esterna del dente
- effettuato con strumenti manuali (ad es. spazzolamento) richiede molto tempo e comunque si rimuovono solo piccole discolorazioni
- se usato impropriamente può essere aggressivo nei confronti dello smalto provocandone l'abrasione.
E' comunque necessario prima dello sbiancamento con metodo chimico, in quanto solo meccanicamente si possono togliere placca e tartaro.
 
Il metodo con sostanze decoloranti è basato sull'azione di prodotti con azione ossidante, i perossidi.
I perossidi, attraverso la loro azione ossidante, penetrano nello smalto del dente e eliminano anche le macchie intrinseche, quelle cioè all'interno del dente, in modo delicato e senza effetti collaterali.
I perossidi inoltre riescono a modificare anche il colore naturale dei denti, rendendoli più bianchi rispetto al colore originario. 
Gli svantaggi di questo metodo sono:
- possibile sensibilità dentale variabile da persona a persona e da prodotto a prodotto, sempre reversibile entro 2-3 giorni dalla fine del trattamento e comunque controllabile dal medico dentista anche durante il corso del trattamento
- sensibilità dentale elevata se sono presenti molte otturazioni sui denti a contatto col prodotto sbiancante.
- possibile irritazione della mucosa gengivale se il prodotto sbiancante è usato impropriamente e è messo direttamente a contatto con la mucosa, anch'essa risolvibile completamente con la sospensione del trattamento, ma che provoca spiacevoli bruciori
Per questo devono essere usati sotto la supervisione di un professionista che, dopo la visita, consiglia il metodo e la concentrazione di agente sbiancante più adeguata al singolo caso, in modo da evitare spiacevoli effetti collaterali.
Esiste tra alcune persone il falso mito che gli sbiancamenti con prodotti chimici danneggino la struttura dello smalto del dente: questo è assolutamente falso, è stato dimostrato da decine di studi che la struttura dello smalto non cambia con l'uso di prodotti sbiancanti, nemmeno con quelli a concentrazione più elevata.
 
 
Paradossalmente possono causare più danni i metodi meccanici: uno spazzolamento improprio con spazzolini a setole dure nell'arco di anni può portare a vere e proprie abrasioni del dente, che provocano danni estetici e una forte sensibilità dentale che può essere risolta solo con la copertura del dente con una protesi, la cosiddetta “capsula” o corona dentale.
 
 
 
 
Come fa il perossido di carbamide a sbiancare i denti?
In soluzione acquosa il perossido di carbamide si scinde in perossido d'idrogeno e urea.
Il perossido d'idrogeno, sostanza comunemente contenuta nell'acqua ossigenata, è il vero e proprio agente decolorante, perché liberando ossigeno attivo, che è capace di penetrare tra i prismi dello smalto, fino alla dentina, ossida le sostanze colorate qui presenti: scompone le complesse molecole di pigmento in molecole più semplici, incolori.
Il perossido di idrogeno libera ossigeno reattivo, secondo il seguente schema
Queste molecole di ossigeno, altamente instabili, penetrano attraverso lo smalto dentale e reagiscono con le molecole delle sostanze cromogene.
Queste sostanze contengono dei doppi legami chimici che assorbono la luce e fanno apparire i denti più gialli e più scuri.
L'ossigeno attraverso la sua azione ossidante rompe questi doppi legami trasformandoli in legami semplici, scomponendo le complesse molecole di pigmento in molecole più semplici, incolori.
Più la concentrazione di perossido di idrogeno è elevata e più è reattivo, rendendo la sua azione più efficace e rapida.  
 
Il perossido di carbammide in soluzione acquosa si scinde in perossido di idrogeno e urea.
Contiene il 33 % di perossido di idrogeno, così un gel contenente il 10% di perossido di carbammide corrisponde a uno contenente il 3,3 di perossido di idrogeno.
L'effetto sbiancante non si aumenta solo aumentando la concentrazione dell'agente sbiancante, ma anche calore e luce lo aumentano accelerando la reazione.
Le nostre nonne usavano elementi naturali per sbiancarsi i denti, come la buccia di limone o il bicarbonato da cucina sfregati sui denti
Attenzione: nonostante queste sostanze abbiano un effetto sbiancante limitato sono dannose per lo smalto in quanto acide (buccia di limone) e abrasive (bicarbonato), per cui per chi utilizza ancora questi metodi se ne consiglia l'uso al massimo 1 - 2 volte al mese per evitare di abradere lo smalto e di fare diventare sensibili e opachi i denti.
 
 
 
Come si quantifica il colore
Il colore dei denti si può misurare attraverso il confronto soggettivo con una scala colore.
E' una misurazione soggettiva del colore che confronta il colore del dente con un campione su una scala di colori dentali predefiniti.
La scala VITA® è composta da 16 campioni, a ognuno dei quali corrisponde una tonalità di colore, dal più chiaro al più scuro
Tonalità della scala VITA® :
B1- A1- B2 - D2 - A2 - C1 - C2 - D4 - A3 - D3 - B3 - A3,5 - B4 - C3 - A4 - C4
Pertanto se con uno sbiancamento ad esempio si passa da una tonalità A 3,5 a un A1 significa che i denti si sono sbiancati di 10 tonalità.
Con questa scala il massimo sbiancamento è dato dal passaggio da una tonalità C4 a un B1, che corrisponde a 16 tonalità.
Recentemente con l'evoluzione degli sbiancamenti dentali professionali si sono raggiunte delle tonalità di bianco più bianche di B1, per cui sono state introdotte delle scale colori che comprendono oltre alle 16 della scala VITA® altri
Diversi studi hanno evidenziato una riduzione della forza di legame tra denti che hanno subito il trattamento sbiancante e resina composita, ipotizzando che sia dovuto alla presenza sulla superficie dello smalto di molecole di perossido di idrogeno che, oltre a interferire con l'attacco della resina ne inibisce la polimerizzazione.
Tutti i restauri estetici vanno pertanto eseguiti almeno 15 giorni dopo il trattamento sbiancante, quando inoltre vi è una stabilizzazione completa del colore.
 
 
Sbiancamento dei denti non vitali
Introduzione
Il dente si può considerare un vero e proprio organo formato da diversi tessuti (smalto, dentina, cemento radicolare e polpa dentaria), vascolarizzato e innervato.
Quando una carie arriva alla polpa, che è il tessuto dove sono presenti i vasi e nervi, il dente va devitalizzato, cioè il tessuto pulpare viene rimosso e i canali radicolari vengono sagomati e otturati in modo da riempire lo spazio prima occupato dalla polpa.
Dopo la devitalizzazione, come dice la parola stessa, il dente non ha più la sua vitalità, rimangono solo i tessuti duri senza che vi sia più sensibilità (un dente devitalizzato non ha sente più il caldo, il freddo, il dolore….).
Un'altra causa di perdita di vitalità pulpare sono i traumi: forti colpi presi ad esempio sugli incisivi superiori a causa di cadute possono determinare la necrosi pulpare.
 
 
 
Tecnica di sbiancamento dei denti non vitali
Le colorazioni dei denti non vitali devono essere trattate con una particolare tecnica che prevedono l'inserimento dell'agente sbiancante all'interno del dente.
Questa tecnica è chiamata “walking bleach” e consiste nell'inserimento di prodotti sbiancanti a base di perossidi all'interno della camera pulpare, in grado di ossidare le sostanze cromogene. Il risultato estetico si ottiene generalmente con 2 – 5 sedute di sbiancamento.
  
Come si è visto il meccanismo di sbiancamento è identico a quello usato per sbiancare i denti vitali, solo che in questo caso l'agente sbiancante è introdotto dall'interno del dente, attraverso una piccola apertura fatta nella parte posteriore del dente. 
 
 
 
 
 
Metodi di sbiancamento dentale
In commercio esistono una vasta scelta di prodotti e metodiche per sbiancare i denti, che vanno scelti in base alle diverse caratteristiche e esigenze del paziente.
Prodotti sbiancanti
Ad eccezione dei dentrifici sbiancanti e delle gomme da masticare sbiancanti tutti i prodotti per lo sbiancamento dentale sia professionale che “fai da te” hanno lo stesso principio attivo sbiancante: il perossido di idrogeno o il perossido di carbammide (che comunque poi si trasforma in perossido di idrogenoQuello che cambia è la concentrazione del prodotto e il metodo di applicazione, variabili che influiscono notevolmente sulle procedure e sui risultati finali.
I sistemi sbiancanti "fai da te"sono caratterizzati da:
I sistemi sbiancanti professionali sono caratterizzati da:
 
-          mancanza di supervisione di un medico dentista
-           percentuale non elevata di perossido di idrogeno (massimo 6 %)
-           sistemi di applicazione non individuali, ma preformati (es. strisce, applicatori..), non corrispondenti all'anatomia dei denti e alla reale lunghezza delle arcate
-          efficacia di sbiancamento minore (massimo 5 tonalità, raggiunto dal sistema con le strisce)
-          tempo necessario per lo sbiancamento elevato
-          durata dei risultati per 6 mesi-12 mesi
-          costi più bassi rispetto ai sistemi di sbiancamento professionale
 
-          supervisione di un medico dentista
-          percentuale elevata di perossido di idrogeno (anche 35 %)
-          sistemi di applicazione individuali per permettere al gel di agire con la massima efficacia e con il minimo degli effetti collaterali
-          garanzia di raggiungere il massimo sbiancamento possibile, fino a 15 tonalità
-          tempo necessario per lo sbiancamento minore
-          durata dei risultati per 2-5 anni
-          costi più alti rispetto ai sistemi di sbiancamento “da banco”
-          un minimo impegno di tempo e pazienza per un massimo risultato
 
Per evitare false aspettative è utile analizzare le caratteristiche di questi prodotti prima di iniziare il trattamento.
 
 
 
Metodi di sbiancamento “fai da te”
I metodi di sbiancamento “fai da te” sono quelle procedure di sbiancamento dentale fatte senza la supervisione di un medico dentista, ma attraverso l'acquisto di prodotti sbiancanti “da banco”, cioè acquistabili nelle farmacie, supermercati,ecc..., che tutti possono acquistare. Prima di analizzare dettagliatamente questi prodotti riportiamo le direttive più importanti delle organizzazioni internazionali che li riguardano.
Parere della Scientific Committee on Cosmetic and Non-Food Products (SCCNFP)
La Scientific Committee on Cosmetic and Non-Food Products (SCCNFP) il 17 Settembre 2002 a Brussels ha espresso il suo parere sui prodotti sbiancanti dicendo:
“tooth bleaching agents containing 0.1 to 6.0 % hydrogen peroxide (or equivalent for hydrogen peroxide releasing substances) could only be safely used under the supervision of a dentist”
(“Gli agenti sbiancanti dentali contenenti dallo 0,1 al 6 % di perossido di idrgeno ( o l'equivalente da sostanze rilascianti perossido di idrgeno – da 0,3 al 18 % di perossido di carbammide, nota del traduttore - ) dovrebbero essere usate in sicurezza sotto la supervisione di un dentista”)
Pertanto nei prodotti “da banco” in commercio in Italia la massima concentrazione di perossido di idrogeno ammessa è del 6% (ovvero corrispondente al 18 % di perossido di carbammide).
Parere dell'ADA (American Dental Association) sull'accettazione dei prodotti sbiancanti domiciliari
ADA Acceptance on home-use tooth whitening material per l'accettazione dei prodotti sbiancanti domiciliari del Maggio 1998. Le linee guida dicono che i prodotti sbiancanti domiciliari per essere approvati dall'ADA devono avere un effetto sbiancante di almeno 2 tinte. Tutti i prodotti sbiancanti domiciliari in commercio in Italia (tutti già in commercio negli Stati Uniti) soddisfano questo requisito. 
Caratteristiche generali dei sistemi sbiancanti “fai da te”
-          mancanza di supervisione di un medico dentista
-          percentuale non elevata di perossido di idrogeno (massimo 6 %)
-          sistemi di applicazione non individuali, ma preformati (es. strisce, applicatori..), non corrispondenti all'anatomia dei denti e alla reale lunghezza delle arcate
-          efficacia di sbiancamento minore (massimo 5 tonalità, raggiunto dal sistema con le strisce)
-          tempo necessario per lo sbiancamento elevato
-          durata dei risultati per 6 mesi-12 mesi
-          costi più bassi rispetto ai sistemi di sbiancamento professionale
 
 
 
 
 
 
Per evitare false aspettative è utile analizzare le caratteristiche di questi prodotti prima di iniziare il trattamento; Questo non toglie che nei casi di lievi discolorazioni non siano efficaci.
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